Basket: gli Europei 2017 sono l’ultima grande occasione per un’intera generazione azzurra


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Il 2017 può davvero essere l’ultimo anno per il riscatto dell’italbasket. Infatti a settembre si terranno gli Europei e dopo i vari fallimenti del passato, un’intera generazione ha ancora l’occasione per vincere qualcosa e cambiare rotta ad una storia che ha vissuto di troppi bassi e pochissimi alti.

Nonostante la delusione della sconfitta al Preolimpico di Torino e la mancata qualificazione alle Olimpiadi, la Federazione ha deciso di ripartire ancora da Ettore Messina, continuando dunque nel percorso intrapreso la scorsa estate dall’attuale vice allenatore dei San Antonio Spurs. L’inizio non è andato come sperato, ma il tecnico siciliano meritava un’altra occasione, anche perchè si tratta pur sempre di uno dei migliori allenatori della storia del basket italiano ed europeo. Anche lui comunque ha avuto le sue colpe nel ko di Torino, con scelte discutibili, ma prima di tutto Messina dovrà cercare di creare una squadra, un gruppo, un collettivo pronto a lottare per una medaglia che all’Italia manca ormai dal 2004 (argento olimpico ad Atene).

Il talento per poter fare bene c’è, ma spesso questo non è servito per portare a casa dei risultati. Danilo Gallinari e Marco Belinelli restano ancora i fari di questa nazionale, ma ad entrambi è richiesto un qualcosa in più con la maglia azzurra. Andrea Bargnani è uscito da Torino con le “ossa rotte”, chiudendo la partita decisiva con la Croazia in panchina per scelta tecnica. Al centro romano si imputa soprattutto la mancanza di personalità e di cattiveria che avrebbero certamente potuto cambiare anche la sua carriera in NBA.

Del gruppo sicuramente faranno parte Gigi Datome, capitano e voglioso di riscatto dopo un deludente Preolimpico, e Nicolò Melli, uno dei migliori a Torino e reduce da stagioni davvero ottime al Bamberg. Ci sarà con ogni probabilità anche Alessandro Gentile, che ha lasciato Milano per scacciare via un periodo difficile e rilanciarsi al Panathinaikos. Dovrebbero trovare spazio anche Pietro Aradori, il migliore per distacco degli italiani in SerieA e poi Daniel Hackett, anche se bisognerà valutare il recupero dal grave infortunio al tendine del bicipite femorale.

Resta sempre il dubbio del centro e se puntare ancora una volta sia su Marco Cusin sia su Riccardo Cervi, costringendo quest’ultimo ad un ruolo davvero marginale con pochissimi minuti in campo. Le scelte a sorpresa di Messina erano state Peppe Poeta e Stefano Tonut, a discapito di giocatori come Amedeo Della Valle, Achille Polonara, Andrea Cinciarini, Awudu Abass e Davide Pascolo.

I giocatori ci sono ed ora bisogna veramente costruire un gruppo di dodici persone che sappia arrivare dove ormai da tempo l’Italia non riesce più. Bisogna vincere la paura di giocare certe partite, di dimostrare finalmente qualcosa e di saper lottare per una medaglia che darebbe linfa anche per il futuro della stessa nazionale.

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